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‘’SMILE: development for Kenyan women’’: Un futuro migliore per le donne della comunità di Chaaria

Nel cuore del distretto rurale di Meru Central, in Kenya, sta prendendo vita un progetto ambizioso e rivoluzionario: SMILE: development for Kenyan women. Questo progetto è stato ideato per migliorare le condizioni socio-economiche di 40 donne della comunità di Chaaria, attraverso un percorso formativo e di supporto che promuove l’emancipazione femminile, l’imprenditorialità e la creazione di cooperative al femminile. ‘’SMILE’’, una missione al femminile “SMILE” è un’iniziativa che si pone come obiettivo primario quello di potenziare il ruolo delle donne all’interno della comunità, riconoscendo in particolare le difficoltà vissute da giovani madri, donne emarginate o vittime di violenza, vedove e donne anziane. Queste donne rappresentano spesso il fulcro della sopravvivenza dei nuclei familiari, affrontando sfide straordinarie per sostenere e crescere le loro famiglie in un contesto di povertà e isolamento. L’obiettivo è, quindi, duplice: da un lato garantire a queste donne l’accesso a risorse e conoscenze che possano facilitare l’avvio di attività autonome e la creazione di cooperative; dall’altro, sensibilizzare la comunità alla questione dell’uguaglianza di genere, riconoscendo alle donne il loro diritto a un ruolo attivo e centrale nello sviluppo economico locale. Il progetto ‘’SMILE’’ si articola in quattro ambiti principali, ciascuno finalizzato a creare un percorso di crescita completo e sostenibile. Complessivamente, il percorso formativo coprirà 120 ore, in cui le donne apprenderanno le procedure di base per l’irrigazione, la manutenzione del terreno, la raccolta, l’essiccazione, lo stoccaggio e il packaging dei prodotti. Terminata la formazione, il progetto prevede l’avvio di una cooperativa sociale, una struttura che permetterà alle donne di organizzarsi e affrontare il mercato con una forza comune. Questo passo non solo consoliderà i legami all’interno del gruppo, ma favorirà la crescita economica collettiva. Il Girasole come Risorsa Sostenibile La coltivazione del girasole è stata scelta per il suo valore strategico e per le numerose opportunità economiche che offre. Questa pianta è infatti particolarmente adatta alle condizioni ambientali di Chaaria e rappresenta una risorsa preziosa per la sua capacità di generare diverse fonti di reddito. Dai semi di girasole si ricavano prodotti che possono essere venduti direttamente o utilizzati come pastura per animali e integratore nutriente per l’alimentazione. L’orientamento del progetto verso una coltivazione sostenibile del girasole rappresenta anche un passo verso la sicurezza alimentare e l’autosufficienza della comunità. ‘’SMILE: development for Kenyan women’’ non è solo un progetto di sviluppo economico, ma una vera e propria rivoluzione sociale che intende riscrivere il ruolo delle donne nella comunità rurale di Chaaria. SMILE getta così le basi per un cambiamento radicale,  per  costruire un futuro più equo, dove l’uguaglianza di genere e la giustizia sociale diventano pilastri fondamentali della crescita economica.

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POWERS: contro la violenza sulle donne una azione congiunta per rafforzare l’autonomia femminile

L’autonomia lavorativa delle donne come strumento per prevenire ed arginare la violenza e creare un modello di uguaglianza sostenibile.  Questo il lavoro del progetto di cooperazione internazionale Powers, finanziato dal programma Erasmus+ della commissione Europea, realizzato dal MODAVI e da AICEM negli ultimi due anni di cui vengono presentati i risultati proprio nel giorno internazionale contro la violenza sulle donne a Roma. La dipendenza economica ed emotiva è uno dei grandi ostacoli che impediscono alle donne di prevenire e sfuggire alle dinamiche tossiche relazionali e lavorative creando quelle condizioni di disagio in cui si sviluppa l’abuso, la violazione e la violenza. Per questo motivo il progetto POWERS si è primariamente concentrato a fornire strumenti concreti a giovani donne provenienti da Italia, Senegal, Spagna e Portogallo al fine di aiutarle a costruire il proprio percorso imprenditoriale e lavorativo e sviluppare la propria autonomia e autodeterminazione economica e personale per prendere decisioni per se stesse e le loro famiglie. I numeri del progetto: 1 formazione online e in presenza per 31 formatori/educatori sociali tra uomini e donne che hanno poi formato a loro volta le giovani donne dei loro territori per un totale di 100 giovani donne coinvolte nel percorso di powers; 4 percorsi pratici di osservazione on the job per tutti i partecipanti svolti parallelamente in Senegal, in Italia, in Spagna e in Portogallo; oltre 10 iniziative imprenditoriali avviate dai partecipanti coinvolti e 5 iniziative associative rivolte alla promozione dell’uguaglianza di genere e alla prevenzione della violenza sulle donne inizite grazie al supporto e monitoraggio dei formatori di progetto. “Nonostante le difficoltà incontrate a causa della pandemia, i partner hanno lavorato duramente per poter raggiungere i risultati prefissati” afferma Sara Massini, presidente di AICEM “fermare la violenza sulle donne e garantire loro più autonomia e parità è un obietttivo cruciale se vogliamo una società più giusta e sostenibile. Da anni AICEM e MODAVI lavorano fianco a fianco per questo obiettivo ed è per noi particolare motivo di orgoglio poter presentare proprio in questa giornata importante dei risultati concreti che contribuiscono a spostare più in alto l’asticella verso il rispetto e la tutela dei diritti delle donne.” “104 sono le donne uccise in Italia solo questo anno” continua Mario Pozzi, presidente del MODAVI “è evidente che se vogliamo eradicare questa piaga non dobbiamo arretrare nemmeno di un millimetro. Per questo il MODAVI, anche grazie a progetti come POWERS; continua a creare azioni concrete di formazione ed educazione che possano supportare la libertà e l’autodeterminazione professionale e personale delle donne senza dimenticare di coinvolgere gli uomini nel processo. Per questo infatti sono particolarmente orgoglioso del progetto conclusosi oggi, perchè l’azione svolta ha coinvolto anche giovani uomini contribuendo a combattere pregiudizi e schemi culturali che favoriscono la violenza sulle donne”. Per informazioni relative al progetto scrivere a: info@modavi.it o info@aicem.it

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Lazio, “Kosh ‘Amadid!”: nasce un partenariato per l’accoglienza integrata dei rifugiati afghani.

MO.D.A.V.I. – Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano, Ente capofila della collaborazione con Consorzio I Castelli della Sapienza, Acmid-Donna e CIAOLAB. Presentato questa mattina a Roma, presso la Sala Tevere della Regione Lazio, il progetto “Khosh ‘Amadid!: azioni di orientamento, formazione, informazione e inclusione per migranti afghani”. Khosh ‘Amadid! che in persiano significa “Benvenuti” ed è realizzato con il sostegno dei fondi dell’Avviso Pubblico “Realizzazione di reti per l’inclusione dei migranti afghani sul territorio della Regione Lazio” POR FSE 2014 – 2020 – Asse 2 – Inclusione sociale lotta alla Povertà – Priorità di investimento 9.i – Obiettivo specifico 9.1”,  mira a realizzare attività integrate, multidisciplinari e multi dimensionali, con interventi che spaziano tra formazione, orientamento e accompagnamento di un gruppo di venti migranti afghani strutturati in modo tale da garantire loro autonomia ed indipendenza, una volta usciti dai programmi di assistenza. Gli interventi si incentreranno quindi sull’apprendimento dell’italiano, sull’elaborazione delle proprie competenze, sulla conoscenza e sull’accesso ai servizi, sull’individuazione di proprie reti sociali di riferimento. La conferenza stampa, introdotta e moderata dal Dott. Alessandro Sansoni, vice presidente nazionale del MODAVI, ha visto intervenire Ahmad Samir Samimi, in rappresentanza della comunità afghana che ha portato la sua testimonianza e quella dei suoi cari e amici rifugiati “vittime dei trafficanti di esseri umani”; a seguire Simone Forte per CIAOLAB che si occuperà della parte organizzativa del progetto. Il dott. Angelo Rossi, Presidente del Consorzio I Castelli della Sapienza ha sottolineato il ruolo decisivo del consorzio nella “costruzione di una rete territoriale che consenta di attuare una effettiva accoglienza integrata, rispondendo a più bisogni dei singoli beneficiari, attingendo alle competenze e capacità degli attori impiegati nei servizi pubblici, ma coinvolgendo anche i privati e il privato sociale presenti sul territorio della provincia di Roma“. Il Prof. Luciano Monti, Docente di Politica Economica Europea- LUISS Guido Carli di Roma ha sottolineato l’importanza di “riportare l’Afghanistan al centro dell’attenzione dopo la sparizione dai media”, ringraziando il MODAVI per questo. Il docente ha denunciato “Il dramma di coloro che, rimasti a Kabul, sono stati illusi da sedicenti agenzie afghane che chiedono dai 5mila ai 7mila dollari per un visto per essere ammessi da una università italiana. Giovani studenti e studentesse afghane vorrebbero venire a studiare nel nostro Paese ma non gli è concesso farlo.” Il Dott. Paolo Giuntarelli della  Direzione Regionale Istruzione, Formazione, Ricerca e Lavoro – Autorità di Gestione del Fondo Sociale Europeo Regione Lazio ha ringraziato il “MODAVI che è uno degli enti del Terzo Settore più attivi in tutte le situazioni di disagio, di difficoltà, dove si rende necessaria l’attenzione alla persona in tutte le sue declinazioni”, ha detto. “Kosh’Amadid – ha aggiunto – è un progetto su cui puntiamo molto per la qualità della rete che è stata costituita e della conseguente offerta nei confronti dei rifugiati afghani”. L’importanza di questo progetto, ha concluso è quella di “permettere ai cittadini di essere soggetti attivi dell’inclusione sociale”.  Il Dott. Mario Pozzi, Presidente Nazionale del MODAVI, ha concluso:  “Sono molto orgoglioso che il MODAVI sia l’Ente capofila del progetto Kosh’Amadid. Ritengo, infatti, un dovere di tutto l’Occidente impegnarsi per aiutare il Popolo afghano, che oggi vive nuovamente il dramma della dittatura – perché di questo si tratta – del regime talebano. Non possiamo far finta di non vedere quello che accade in un Paese nel quale, per vent’anni, abbiamo impegnato tempo e risorse per garantire la pace e il rispetto dei diritti umani. I nostri soldati, hanno dato la vita per questo. Gli uomini e le donne che hanno creduto nel sogno di un Afghanistan democratico, dunque, ora non possono essere abbandonati alla triste sorte che li attende.”

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Khosh’Amadid! Azioni di orientamento, formazione, informazione e inclusione per migranti afghani.

Descrizione del Progetto Dopo gli sviluppi della crisi in Afghanistan e il crollo del paese sotto l’influenza talebana, soprattutto a causa del progressivo ritiro dei contingenti internazionali, si è reso necessario mettere a punto una serie di interventi. In Europa e nel nostro Paese si è reso quindi necessario introdurre azioni integrate a livello territoriale e locale al fine di mettere a disposizione percorsi di inclusione di carattere alloggiativo, linguistico, lavorativo e scolastico; in tal senso, la Regione Lazio, che con la città metropolitana di Roma esercita una notevole forza attrattiva nei confronti delle popolazioni migranti, sono stati avviati progetti di inclusione sociale. Il progetto “Khosh ‘Amadid!: azioni di orientamento, formazione, informazione e inclusione per migranti afghani”, nasce da queste premesse. Il lavoro che abbiamo fatto è stato quello di costruire la nostra proposta progettuale sulle strategie europee e regionali, puntando su salute, formazione e lavoro. 2. Finalità Un gruppo di 20 migranti afghani verrà accompagnato, quindi, in un percorso di piena inclusione. Gli interventi si incentreranno sull’apprendimento dell’italiano, sull’elaborazione delle proprie competenze, sulla conoscenza e sull’accesso ai servizi, sulla individuazione di proprie reti sociali di riferimento. Allo stesso tempo i partner del progetto mirano a costruire una rete integrata di stakeholders volta all’accoglienza e all’integrazione della popolazione migrante afghana. dei migranti nel territorio della Provincia di Roma. 3. Risultati Il titolo “Khosh ‘Amadid!” che in persiano vuol dire “benvenuti!” intende infatti sottolineare la vocazione del progetto a dare una risposta concreta alle legittime richieste di supporto ed integrazione sociale “L’integrazione e l’inclusione sono la chiave per le persone che vengono in Europa, per le comunità locali, per il benessere a lungo termine delle nostre società e per la stabilità delle nostre economie”. Si apre così il Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027, presentato il 24 novembre 2020 dalla Commissione Europea. Proprio ispirandoci a queste parole abbiamo scritto il progetto, e immaginato le attività da realizzare.Si parte da un insieme di principi e valori chiave. L’ inclusione deve essere “per tutti”, per tale ragione tutte politiche devono essere accessibili e funzionare anche per i migranti. 4. Sostegno Finanziario ricevuto Il progetto è stato realizzato grazie al Fondo Sociale Europeo Programmazione 2014-2020 (Asse 2 – Inclusione sociale e lotta alla povertà. Priorità di investimento 9.i – Inclusione attiva, anche per promuovere le pari opportunità e la partecipazione attiva e migliorare l’occupabilità Obiettivo specifico 9.1 – Riduzione della povertà e dell’esclusione sociale e promozione dell’innovazione sociale. Azione Cardine 41). Sostegno finanziario ricevuto € 188.440,00

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Al via EsplorAzione: percorsi educativi e culturali per la promozione della cittadinanza attiva e la valorizzazione del territorio

Questo progetto – finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali – nasce dalla consapevolezza a livello territoriale di come in Campania esista una correlazione tra povertà educativa, povertà economica e mancanza di tutala del territorio.  Intendiamo infatti la povertà educativa intesa come l’insieme di fattori che generano il mancato o limitato accesso ad attività educative (formali, non formali ed informali) e di conseguenza al pieno esercizio della cittadinanza e alla fruizione delle occasioni culturali. Questa correzione “multifattoriale” va quindi ad incidere quindi anche sull’accesso e conservazione delle diverse culture materiali a livello territoriale denotando una specifico  disinteresse ad accedere a occasioni di approfondimento culturale, disattenzione verso la cura del proprio territorio e della propria salute, chiusura verso la conoscenza di una lingua straniera e del mondo globale,  indifferenza verso la cultura scientifica e  tecnologica atte e verso la fruizione consapevole dei media. La mancanza di tutte queste conoscenze, competenze ed abilità rendono allo stesso modo difficile per i giovani Campani che subiscono situazioni di povertà educativa esercitare appieno i diritti/doveri civili politici, avere conoscenza e consapevolezza delle leggi e delle procedure e opportunità della vita civile. Da questo bisogno nasce l’esigenza di contrastare questa “cattiva partenza” nella vita dei giovani del nostro territorio estendendo l’offerta educativa rivolta ai giovani del territorio. La nostra risposta quindi è quella di offrire ai giovani campani una serie di attività di approfondimento e di dibattito che rendano l’acquisizione di informazioni un processo liberamente condiviso attraverso la ricerca –azione commisurata alle esigenze della persona, educando allo stesso tempo all’ascolto reciproco e al contatto con se stessi e con il proprio territorio di riferimento. La povertà educativa in Campania Secondo i dati di Save the Children la Campania è al primo posto in Italia per povertà educativa, basti pensare che il 77,9% dei giovani della regione Campania non è mai andato al teatro, il 69,3% non sono mai andati al museo e l’ 84,5% non è mai andato a concerti. Secondo il Report dell’ Osservatorio povertà educativa della “Fondazione con i Bambini” la Campania è all’ultimo posto in Italia per numero di biblioteche. Maggiori informazioni a livello provinciale provengono dal report “Mappe della povertà educativa della Campania” effettuata nel 2019 dalla medesima Fondazione in collaborazione con Openopolis. La Campania registra una percentuale di famiglie in potenziale disagio economico pari al 7,6% del totale contro una media nazionale che si attesta sul 2,7%. A livello provinciale Napoli ha il dato peggiore con il 9,7% seguono Caserta con il 7,6% e Salerno 4,7%, Allo stesso modo in Campania il 18,5% dei giovani 18-24 anni ha il possesso della sola licenza media alla media nazionale contro il 14,5% della media Nazionale. Questi due fenomeni sono correlati: i giovani che vivono in condizioni di difficoltà economica spesso rischiano di lasciare gli studi precocemente, per cercare un lavoro e contribuire al mantenimento dei propri famigliari. Il report sottolinea inoltre come il fenomeno dell’abbandono scolastico incida sulla difficoltà occupazionali e partecipative facilitando situazioni precarie, con uno stipendio insufficiente e poche garanzie. Obiettivi: In risposa a queste esigenze rilevate il progetto “EsplorAzione” propone percorsi esperienziali mirati allo sviluppo delle potenzialità fisiche, intellettuali, emotive e sociali dei giovani favorendo così la propensione alla creatività, all’iniziativa, alla capacità di risolvere i problemi, e alla capacità di gestione costruttiva dei sentimenti. Il progetto si compone di attività specifiche dedicate sia alla riflessione, sia allo sviluppo della consapevolezza, sia alla formulazione di altri linguaggi e codici artistici. L’obiettivo è potenziare specifiche competenze orientative centrate sulla persona, volte a promuovere la capacità di attivarsi di fronte ad un compito e problema per riconoscere le proprie attitudini e acquisire abilità offrendo loro una esperienza culturale ed emozionale di forte impatto e promuovendo la soddisfazione dei seguenti bisogni: – prevenire il fenomeno della dispersione scolastica e promuovere il successo scolastico e formativo; – attivare processi di ben-essere, che aiutano a star bene con sé e con gli altri, contrastando il bullismo e rispondendo ai bisogni di crescita della persona quali equilibrio, autonomia, autostima, responsabilità, identità, empatia; – sviluppare il “pensiero critico” e la partecipazione attiva; -promuovere nei ragazzi e nei bambini la conoscenza del patrimonio culturale del territorio; -sensibilizzare alla bellezza, al sentire e alla creatività; -risvegliare l’orgoglio di appartenenza al proprio territorio. Attività: FAD per gli operatori Questa attività, fondamentale nell’impianto generale del progetto si avvarrà della collaborazione di esperti in psicologia, educazione non formale e promozione del territorio. La formazione sarà erogata principalmente in FAD su una piattaforma di e-learning gestita dal medesimo ente. Scopo della formazione è fornire conoscenze e competenze adeguate agli operatori, facilitare lo scambio di buone prassi, l’acquisizione di know how e di esperienze, non solo per creare le giuste condizioni per il raggiungimento degli obiettivi progettuali, ma anche per rafforzare le capacità delle diverse realtà territoriali e per facilitare la replicabilità e un impatto a lungo termine. I materiali prodotti per la FAD, altresì, restano disponibili nel tempo e garantiscono così di poter essere riutilizzati per successive attività, facilitando la replicabilità e la trasferibilità dell’iniziativa. Realizzazione di percorsi laboratoriali e somministrazione questionari

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Al via il nuovo progetto “ColtiviAmo BenEssere”: Promozione di stili di vita sani e sostenibili

Oggi prende il via “ColtiviAmo BenEssere: Promozione di stili di vita sani e sostenibili”, un progetto che intende coinvolgere bambini dai 6 ai 10 anni e ragazzi dagli 11 ai 20 anni in attività che promuovano l’adozione di stili di vita sani e sostenibili a partire proprio dalla conoscenza del proprio territorio e delle sue tradizioni. Le attività progettuali prevedono infatti l’organizzazione diverse azioni: Gli incontri saranno modulati su tre target specifici:

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Lazio, turismo accessibile e sostenibile: al via il Progetto “VATIS” del MODAVI.

ROMA – Costruire una rete tra amministrazioni locali, enti del terzo settore, organizzazioni culturali e aziende del settore turistico per sviluppare un turismo inclusivo, accessibile e sostenibile. E’ questo l’obiettivo del MO.D.A.V.I. Onlus, Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano che lancia “VATIS” (Valorizzazione Turismo Inclusivo e Sostenibile), ciclo di 7 incontri di approfondimento sul tema dell’accessibilità del patrimonio artistico, culturale e turistico alle persone con diverse abilità e particolari bisogni. Si parte Venerdì 12 novembre, dalle 17:00 alle 19:00 con un workshop online che metterà a confronto gli esperti del settore sul tema: “Inclusività, sostenibilità, resilienza. Nuove frontiere del turismo nell’era post pandemia”. A presentare il progetto ci sarà Mario Pozzi, Presidente Nazionale del MODAVI, mentre il primo panel “Patrimonio artistico, culturale, paesaggistico della regione Lazio e la sfida al futuro: mobilità, digitalizzazione, sostenibilità sarà tenuto da Andrea Moi, Presidente dell’Associazione Radici nel Mondo. A seguire l’intervento di Roberto Libera, Direttore del Museo Diocesano di Albano e delle Catacombe di San Senatore, sugli itinerari tematici del Lazio, mentre darà il suo contributo di tecnico ed esperto di accessibilità l’architetto Ombretta Renzi, Ordine Architetti P.P.C. di Roma e provincia. Modera i lavori lo scrittore Emanuele Merlino. Per partecipare ai lavori sarà necessario inviare una richiesta a segreteria@modavi.it

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SALUTE E SOSTENIBILITA’. AL VIA “BENESSERE A KM 0” DEL MODAVI CON IL CONTRIBUTO DI ARSIAL.

Educazione alla salute alimentare e allo sviluppo dell’agricoltura sostenibile come due facce della stessa medaglia. E’ questa la filosofia alla base del progetto Benessere a KM 0, realizzato con il contributo di ARSIAL, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio. “Educare i giovani alla prevenzione, ai corretti stili di vita ed al benessere psico-fisico significa investire in uno sviluppo sostenibile per il futuro, nel quale non solo è possibile prevedere migliori condizioni di vita per le persone ma anche un impatto sociale, economico e ambientale più contenuto e, appunto, sostenibile.” Lo spiega Mario Pozzi, Presidente Nazionale del MODAVI Onlus, il Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano. ”Sostenibile per l’ambiente e per la società – prosegue – in considerazione di quanto le condizioni di salute e lo stato di benessere influiscano sia sul piano personale che su quello collettivo, in termini di spesa pubblica e privata ma anche di relazioni interpersonali e vita delle comunità”. Gli obiettivi specifici del progetto partito in questi giorni e che terminerà ad aprile 2022, sono: valorizzare e promuovere l’enogastronomia di qualità del Lazio; far conoscere buone prassi e realtà di qualità nel settore enogastronomico regionale; Valorizzare il patrimonio culturale ed enogastronomico materiale/immateriale e del territorio. Per raggiungerli il MODAVI metterà in campo azioni di networking con amministrazioni locali, ETS, pro loco e aziende attive nel settore enogastronomico; azioni preparatorie, raccolta dati e materiali sull’offerta eno-gastronomica e culturali del territorio laziale; la creazione di un blog sulla corretta alimentazione e la valorizzazione dell’ enogastronomia locale. In chiusura è previsto un evento finale di presentazione dei risultati con ospiti istituzionali e del settore.

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Al via il primo meeting del progetto POWERS – Path for Women Empowerment, Rights and Sustainability

Venerdì scorso è stato realizzato  il primo meeting online in cui è stato coinvolto l’intero gruppo di partecipanti del progetto POWERS – Path for Women Empowerment, Rights and Sustainability, realizzato dal MODAVI con i suoi partner AICEM, ECOS, ECAF, PFPC e AJS. Alla video conference hanno preso parte 27 partecipanti, da 4 paesi: Italia, Spagna, Senegal e Portogallo. Ad una prima attività di conoscenza, ha fatto seguito la condivisione di motivazioni e aspettative da parte dei partecipanti. Il meeting si è concluso con una attività in cui ognuno ha condiviso in una parola un augurio rivolto agli altri partecipanti. Nelle prossime settimane il gruppo sarà impegnato a seguire il corso di formazione online, in attesa del primo incontro in presenza che speriamo di fare presto in Senegal.

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