Cooperazione Internazionale

Notizie dal MODAVI

Ora come 30 anni fa

  Alcuni progetti che iniziano con un’idea, altri con una sfida. Il MODAVI, trent’anni fa, è nato da una scelta: quella di mettere le persone al centro, convinti che il volontariato, la partecipazione e il Terzo Settore potessero contribuire concretamente a migliorare la società. Da allora sono cambiate molte cose: i contesti, le esigenze, le generazioni e anche gli strumenti con cui operiamo. Quello che non è mai cambiato è lo spirito con cui affrontiamo ogni progetto, ogni iniziativa e ogni nuova sfida. Il video che trovate in questa pagina nasce proprio da questo desiderio: fermare per qualche minuto il tempo e ripercorrere insieme trent’anni di storia. Dietro questi pochi minuti ci sono mesi di lavoro. Abbiamo cercato fotografie dimenticate negli archivi, recuperato immagini provenienti da ogni parte d’Italia e dalle nostre missioni all’estero, ricostruito passaggi importanti della vita associativa e raccolto le testimonianze di tutti i Presidenti che hanno guidato MODAVI in questi trent’anni. Un lavoro fatto con grande cura, perché ogni fotografia rappresentava un pezzo della nostra identità. Tutte le immagini sono state animate grazie all’intelligenza artificiale. Non per sostituire la memoria, ma per renderla ancora più viva. Durante questo percorso ci siamo emozionati più volte davanti a fotografie che raccontavano persone, progetti, amicizie e momenti che hanno lasciato un segno nella storia della nostra associazione. Per questo la proiezione del video durante la Cena di Gala del trentennale è stata uno dei momenti più intensi dell’intera celebrazione: vedere gli ex Presidenti, i volontari, gli amici di MODAVI e tutti gli ospiti riconoscersi in quelle immagini, sorridere, emozionarsi e rivivere insieme tanti ricordi è stato il riconoscimento più bello del lavoro svolto. Questo video non racconta soltanto ciò che abbiamo fatto, ma anche e soprattutto chi siamo stati e chi continuiamo a essere. Racconta migliaia di persone che, in trent’anni, hanno dedicato tempo, competenze, passione e impegno per costruire qualcosa che andasse oltre il singolo progetto o la singola iniziativa. Perché il MODAVI non è fatto di eventi, ma di persone. Guardando queste immagini ritroverete una parte della nostra storia ma, soprattutto, troverete le radici del nostro futuro. Perché il modo migliore per celebrare trent’anni di cammino non è fermarsi a guardarli con nostalgia. È continuare a costruire i prossimi.  Francesco Piemonte

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Al via da Salerno il percorso nazionale del progetto dedicato a Enrico Mattei: università, giovani e Terzo Settore insieme per costruire nuove opportunità di cooperazione internazionale

Dopo l’evento iniziale tenutosi lo scorso 28 aprile presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al via da Salerno il percorso nazionale del progetto dedicato a Enrico Mattei: università, giovani e Terzo Settore insieme per costruire nuove opportunità di cooperazione internazionale Si è svolto presso l’Università degli Studi di Salerno il seminario “L’attualità della visione di Enrico Mattei”, primo appuntamento del progetto nazionale “Enrico Mattei: cooperazione internazionale, Africa e nuove generazioni”, promosso da MO.D.A.V.I. APS-RA con il supporto del Ministro per lo Sport e i Giovani, attraverso la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’iniziativa nasce in occasione del 120° anniversario dalla nascita di Enrico Mattei con un obiettivo preciso: trasformare la memoria di una delle figure più significative della storia economica e industriale italiana in uno strumento di riflessione e di progettazione concreta rivolto alle nuove generazioni, valorizzando il ruolo della cooperazione internazionale, il protagonismo giovanile e il contributo del Terzo Settore. Ad aprire i lavori è stata l’introduzione istituzionale di Gianfranco Macrì, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno e successivamente quella di Francesco Piemonte Presidente nazionale del MO.D.A.V.I. APS-RA Il confronto ha visto gli interventi di Franco Amatori dell’Università Bocconi, intervenuto in collegamento da remoto, Amedeo Lepore dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli e Stefania Ecchia dell’Università degli Studi di Salerno, con le conclusioni affidate a Paolo Piciocchi economista dell’Università degli Studi di Salerno. Moderazione a cura di Gianluca Luise. Al centro del dibattito il significato contemporaneo della lezione di Mattei e la necessità di costruire relazioni internazionali fondate sulla cooperazione, sullo sviluppo reciproco e sulla capacità di generare opportunità per le nuove generazioni. Nel suo intervento, Francesco Piemonte, Presidente MO.D.A.V.I. APS-RA, ha sottolineato il significato più profondo dell’iniziativa: «Ricordare Enrico Mattei non significa guardare indietro con nostalgia, ma recuperare una visione capace di parlare ai giovani, creare opportunità e rafforzare il ruolo del Terzo Settore e della cooperazione internazionale come strumenti concreti di sviluppo e crescita per il Paese». L’incontro di Salerno rappresenta il primo appuntamento di un percorso nazionale che proseguirà l’11 giugno presso la LUISS Guido Carli di Roma, il 5 ottobre all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e il 16 ottobre all’Università degli Studi di Siena, coinvolgendo complessivamente oltre 350 giovani under 30 in attività di approfondimento, confronto e partecipazione. Elemento distintivo del progetto sarà il coinvolgimento diretto degli studenti: ciascun Ateneo individuerà infatti cinque partecipanti, selezionati tra coloro che prenderanno parte ai seminari, che saranno coinvolti attivamente nei tavoli di lavoro dell’evento conclusivo nazionale. Accanto al percorso universitario, nei mesi di ottobre e novembre, MO.D.A.V.I. realizzerà una serie di giornate di lavoro dedicate al mondo del volontariato e agli enti del Terzo Settore nelle federazioni regionali di Campania, Puglia e Sicilia, coinvolgendo prioritariamente gli affiliati e le realtà territoriali interessate. Saranno momenti di confronto operativo finalizzati a raccogliere esperienze, costruire proposte e valorizzare il contributo del Terzo Settore nell’ambito delle nuove prospettive di cooperazione internazionale. Il percorso culminerà infine a Roma nel mese di dicembre con l’evento finale di due giornate “Piano Mattei: nuove opportunità di sviluppo e cooperazione internazionale per i giovani e il Terzo Settore”, promosso da MO.D.A.V.I. APS-RA. L’iniziativa vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle università coinvolte nel progetto, dei MO.D.A.V.I. regionali e del Terzo Settore, insieme a operatori, enti giovanili, studiosi e ricercatori, con l’obiettivo di approfondire strategie di diplomazia, cooperazione allo sviluppo e investimento nei Paesi del Piano Mattei in un’ottica di crescita concreta per le nuove generazioni e per il sistema associativo italiano. Non una celebrazione del passato, dunque, ma un percorso nazionale di ascolto, formazione e costruzione di proposte che intende trasformare la visione di Enrico Mattei in un’opportunità concreta per il futuro del Paese.

Notizie dal MODAVI

«Il Terzo Settore leva strategica per il successo del Piano Mattei»

Il Piano Mattei come leva strategica per il posizionamento internazionale dell’Italia e il Terzo Settore come elemento decisivo per trasformare la visione in risultati concreti. È questo il messaggio emerso nel corso dell’incontro “Enrico Mattei: cooperazione internazionale, Africa e nuove generazioni”, promosso da Modavi presso la Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in occasione del 120° anniversario della nascita di Enrico Mattei. L’evento, realizzato nell’ambito del progetto cofinanziato dal Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale, ha segnato l’avvio di un percorso più ampio che coinvolgerà atenei italiani e territori, con l’obiettivo di approfondire il ruolo dell’Italia nella cooperazione internazionale e le prospettive aperte dal Piano Mattei. Ad aprire i lavori è stato il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha evidenziato il valore del Piano Mattei come strumento di cooperazione capace di coinvolgere attivamente le nuove generazioni, sottolineando il ruolo dello sport e delle politiche giovanili nella costruzione di relazioni tra comunità e territori, coniugando lo sviluppo economico con la generazione di valore reale per tutte le Nazioni coinvolte. Un approccio improntato al bene che crea bene mettendo sempre la persona al centro. Il Ministro Abodi ha poi sottolineato la centralità di realtà come Modavi e del Terzo Settore tout-court per la concretizzazione del Piano Mattei sui territori. Il Presidente del Modavi Francesco Piemonte ha posto l’accento sulla dimensione operativa del Piano: «Il Piano Mattei rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese, ma perché si traduca in risultati concreti servono soggetti capaci di lavorare sui territori, coinvolgere le comunità e garantire continuità. Il Terzo Settore è una leva strategica per il successo del Piano Mattei». Piemonte ha poi illustrato l’attività di Modavi nell’ambito della cooperazione internazionale, un’esperienza ormai ventennale che vede progetti in essere in diverse nazioni, tra cui il Kenya, dove Modavi ha una propria sede operativa. Nel primo panel, dedicato al passaggio dalla visione di Enrico Mattei al Piano Mattei, Barbara Mineo, Responsabile Local Development Programs & Corporations di Eni, ha richiamato l’attualità del modello matteiiano, evidenziando come la cooperazione basata su interesse reciproco e sviluppo condiviso rappresenti ancora oggi un elemento centrale nei progetti internazionali. In particolare, la rappresentante di Eni si è soffermata sull’approccio dual-flag impostato da Enrico Mattei improntato, cioè, sul superamento delle logiche figlie del colonialismo e sul rapporto tra pari con i partner africani. Infine, Mineo ha sottolineato la trasposizione di questo approccio nell’operato di Eni in tutti i 60 Paesi in cui è presente.  Alessandro Zehentner, Presidente di Snam e Fondazione Snam, ha sottolineato l’importanza di integrare infrastrutture e impatto sociale, anche attraverso le attività della Fondazione Snam, come leva per uno sviluppo sostenibile dei territori: un modello virtuoso replicabile anche all’estero anche in partnership con Enti di Terzo Settore. Lorenzo Ortona, Coordinatore Vicario della Struttura di missione per il Piano Mattei presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha indicato tra le priorità del Piano la necessità di una governance efficace e coordinata, evidenziando come la capacità di esecuzione rappresenti il vero banco di prova. Nel suo intervento, Ortona ha rappresentato in modo estremamente efficace ogni substrato della fittissima rete organizzativa che intreccia tutti i livelli: istituzioni, imprese e attori locali. Il secondo panel ha posto al centro il ruolo delle nuove generazioni. Federica Celestini Campanari, Presidente dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, ha ribadito la necessità di costruire percorsi strutturati capaci di rendere i giovani protagonisti delle politiche di cooperazione internazionale, sottolineando come proprio i giovani – per l’assenza di sovrastrutture e pregiudizi – possano rivelarsi come il vero valore aggiunto per un progetto ambizioso come il Piano Mattei. Sulla stessa linea Leonardo Samà, Segretario Generale del Consiglio Nazionale Giovani, che ha evidenziato il passaggio da giovani destinatari a attori di sviluppo, sottolineando il ruolo della partecipazione e della diplomazia dal basso.  Massimiliano Montini, dell’Università di Siena, ha approfondito le sinergie tra il Piano Mattei e il Global Gateway europeo, affermando convintamente che l’eredità di Enrico Mattei rappresenti il cuore delle politiche sulla cooperazione internazionale portate avanti dall’Unione Europea. Dal canto suo, Paolo Piciocchi, dell’Università di Salerno, ha richiamato il peso delle interdipendenze economiche tra Europa e Africa e la necessità di costruire nuove traiettorie di sviluppo più equilibrate e basate su una sempre maggiore predisposizione alla comunicazione e alla conoscenza reciproca, come modalità imprescindibile per conoscere i nostri interlocutori e ottenere risultati concreti.  Raffaele Marchetti, dell’Università LUISS Guido Carli, ha infine offerto una lettura geopolitica, evidenziando l’attualità della visione di Enrico Mattei e il ruolo di Africa e Mediterraneo come spazio strategico condiviso, anche in un’ottica di sovranità energetica e della riaffermazione della matrice identitaria italiana, la cui vocazione guarda al Mediterraneo. Contesto nel quale, ha chiuso Marchetti, l’Italia può giocare un ruolo da protagonista nel Vecchio Continente. In chiusura, il Presidente Modavi Francesco Piemonte ha ribadito che: «Il Piano Mattei può rappresentare una svolta, ma solo se sarà in grado di generare impatto reale. Il Terzo Settore, per la sua capacità di radicamento e di intervento sui territori, è uno degli attori chiave per trasformare questa strategia in sviluppo concreto».  Alessandro Nardone, Responsabile Comunicazione Modavi, ha quindi chiuso i lavori sottolineando che «Enrico Mattei ebbe il coraggio di sfidare ordini precostituiti invertendo il paradigma. Riuscì in un intento così alto perché credeva fermamente che l’Italia potesse conquistare l’indipendenza energetica, che l’Eni avesse le potenzialità per competere con le “Sette sorelle” e che i partner africani dovessero essere trattati con pari dignità. Il Governo Meloni si muove su questa linea con il Piano Mattei: una scelta strategica che rafforza l’Italia, in cui il Terzo Settore si conferma un fattore determinante». Dal confronto è emersa con chiarezza la necessità di un approccio integrato, capace di mettere insieme visione istituzionale, capacità industriale e radicamento territoriale, con il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni.

Progetti

Lazio, “Kosh ‘Amadid!”: nasce un partenariato per l’accoglienza integrata dei rifugiati afghani.

MO.D.A.V.I. – Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano, Ente capofila della collaborazione con Consorzio I Castelli della Sapienza, Acmid-Donna e CIAOLAB. Presentato questa mattina a Roma, presso la Sala Tevere della Regione Lazio, il progetto “Khosh ‘Amadid!: azioni di orientamento, formazione, informazione e inclusione per migranti afghani”. Khosh ‘Amadid! che in persiano significa “Benvenuti” ed è realizzato con il sostegno dei fondi dell’Avviso Pubblico “Realizzazione di reti per l’inclusione dei migranti afghani sul territorio della Regione Lazio” POR FSE 2014 – 2020 – Asse 2 – Inclusione sociale lotta alla Povertà – Priorità di investimento 9.i – Obiettivo specifico 9.1”,  mira a realizzare attività integrate, multidisciplinari e multi dimensionali, con interventi che spaziano tra formazione, orientamento e accompagnamento di un gruppo di venti migranti afghani strutturati in modo tale da garantire loro autonomia ed indipendenza, una volta usciti dai programmi di assistenza. Gli interventi si incentreranno quindi sull’apprendimento dell’italiano, sull’elaborazione delle proprie competenze, sulla conoscenza e sull’accesso ai servizi, sull’individuazione di proprie reti sociali di riferimento. La conferenza stampa, introdotta e moderata dal Dott. Alessandro Sansoni, vice presidente nazionale del MODAVI, ha visto intervenire Ahmad Samir Samimi, in rappresentanza della comunità afghana che ha portato la sua testimonianza e quella dei suoi cari e amici rifugiati “vittime dei trafficanti di esseri umani”; a seguire Simone Forte per CIAOLAB che si occuperà della parte organizzativa del progetto. Il dott. Angelo Rossi, Presidente del Consorzio I Castelli della Sapienza ha sottolineato il ruolo decisivo del consorzio nella “costruzione di una rete territoriale che consenta di attuare una effettiva accoglienza integrata, rispondendo a più bisogni dei singoli beneficiari, attingendo alle competenze e capacità degli attori impiegati nei servizi pubblici, ma coinvolgendo anche i privati e il privato sociale presenti sul territorio della provincia di Roma“. Il Prof. Luciano Monti, Docente di Politica Economica Europea- LUISS Guido Carli di Roma ha sottolineato l’importanza di “riportare l’Afghanistan al centro dell’attenzione dopo la sparizione dai media”, ringraziando il MODAVI per questo. Il docente ha denunciato “Il dramma di coloro che, rimasti a Kabul, sono stati illusi da sedicenti agenzie afghane che chiedono dai 5mila ai 7mila dollari per un visto per essere ammessi da una università italiana. Giovani studenti e studentesse afghane vorrebbero venire a studiare nel nostro Paese ma non gli è concesso farlo.” Il Dott. Paolo Giuntarelli della  Direzione Regionale Istruzione, Formazione, Ricerca e Lavoro – Autorità di Gestione del Fondo Sociale Europeo Regione Lazio ha ringraziato il “MODAVI che è uno degli enti del Terzo Settore più attivi in tutte le situazioni di disagio, di difficoltà, dove si rende necessaria l’attenzione alla persona in tutte le sue declinazioni”, ha detto. “Kosh’Amadid – ha aggiunto – è un progetto su cui puntiamo molto per la qualità della rete che è stata costituita e della conseguente offerta nei confronti dei rifugiati afghani”. L’importanza di questo progetto, ha concluso è quella di “permettere ai cittadini di essere soggetti attivi dell’inclusione sociale”.  Il Dott. Mario Pozzi, Presidente Nazionale del MODAVI, ha concluso:  “Sono molto orgoglioso che il MODAVI sia l’Ente capofila del progetto Kosh’Amadid. Ritengo, infatti, un dovere di tutto l’Occidente impegnarsi per aiutare il Popolo afghano, che oggi vive nuovamente il dramma della dittatura – perché di questo si tratta – del regime talebano. Non possiamo far finta di non vedere quello che accade in un Paese nel quale, per vent’anni, abbiamo impegnato tempo e risorse per garantire la pace e il rispetto dei diritti umani. I nostri soldati, hanno dato la vita per questo. Gli uomini e le donne che hanno creduto nel sogno di un Afghanistan democratico, dunque, ora non possono essere abbandonati alla triste sorte che li attende.”

Progetti

Khosh’Amadid! Azioni di orientamento, formazione, informazione e inclusione per migranti afghani.

Descrizione del Progetto Dopo gli sviluppi della crisi in Afghanistan e il crollo del paese sotto l’influenza talebana, soprattutto a causa del progressivo ritiro dei contingenti internazionali, si è reso necessario mettere a punto una serie di interventi. In Europa e nel nostro Paese si è reso quindi necessario introdurre azioni integrate a livello territoriale e locale al fine di mettere a disposizione percorsi di inclusione di carattere alloggiativo, linguistico, lavorativo e scolastico; in tal senso, la Regione Lazio, che con la città metropolitana di Roma esercita una notevole forza attrattiva nei confronti delle popolazioni migranti, sono stati avviati progetti di inclusione sociale. Il progetto “Khosh ‘Amadid!: azioni di orientamento, formazione, informazione e inclusione per migranti afghani”, nasce da queste premesse. Il lavoro che abbiamo fatto è stato quello di costruire la nostra proposta progettuale sulle strategie europee e regionali, puntando su salute, formazione e lavoro. 2. Finalità Un gruppo di 20 migranti afghani verrà accompagnato, quindi, in un percorso di piena inclusione. Gli interventi si incentreranno sull’apprendimento dell’italiano, sull’elaborazione delle proprie competenze, sulla conoscenza e sull’accesso ai servizi, sulla individuazione di proprie reti sociali di riferimento. Allo stesso tempo i partner del progetto mirano a costruire una rete integrata di stakeholders volta all’accoglienza e all’integrazione della popolazione migrante afghana. dei migranti nel territorio della Provincia di Roma. 3. Risultati Il titolo “Khosh ‘Amadid!” che in persiano vuol dire “benvenuti!” intende infatti sottolineare la vocazione del progetto a dare una risposta concreta alle legittime richieste di supporto ed integrazione sociale “L’integrazione e l’inclusione sono la chiave per le persone che vengono in Europa, per le comunità locali, per il benessere a lungo termine delle nostre società e per la stabilità delle nostre economie”. Si apre così il Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027, presentato il 24 novembre 2020 dalla Commissione Europea. Proprio ispirandoci a queste parole abbiamo scritto il progetto, e immaginato le attività da realizzare.Si parte da un insieme di principi e valori chiave. L’ inclusione deve essere “per tutti”, per tale ragione tutte politiche devono essere accessibili e funzionare anche per i migranti. 4. Sostegno Finanziario ricevuto Il progetto è stato realizzato grazie al Fondo Sociale Europeo Programmazione 2014-2020 (Asse 2 – Inclusione sociale e lotta alla povertà. Priorità di investimento 9.i – Inclusione attiva, anche per promuovere le pari opportunità e la partecipazione attiva e migliorare l’occupabilità Obiettivo specifico 9.1 – Riduzione della povertà e dell’esclusione sociale e promozione dell’innovazione sociale. Azione Cardine 41). Sostegno finanziario ricevuto € 188.440,00

Notizie dal MODAVI

Bahia blanca

I volontari del MODAVI in Argentina raccontano il loro arrivo nella località di Bahia Blanca, l’incontro con i ragazzi del centro ed il loro Natale durante il Servizio Civile Universale 2022-2023 Dopo giorni di attesa, è arrivata la partenza e un misto di emozioni ci hanno accompagnato nei giorni prima: adrenalina, felicità e anche un po’ di paura.Abbiamo preparato i bagagli, li abbiamo disfatti, pesati e ripesati, pensando come potesse entrare un anno di vita in una valigia. Infinite volte avevamo immaginato come fosse l’altra parte del mondo. Poi ci siamo ritrovati su un aereo, con di fronte a noi 14 ore di volo.All’improvviso dall’oblò abbiamo intravisto mille luci, finalmente eccola: Buenos Aires, maestosa e immensa. Palermo, La Boca, il Caminito, quartieri e strade tra i più grandi e affascinanti che avessimo mai incontrato. Eppure, totalmente diversa dalla città in cui saremmo venuti a vivere: Bahìa Blanca.Oggi la sensazione comune tra noi volontari qui a Bahìa, che in confronto a Buenos Aires è così chiquita – come direbbero loro, è che sembra esser passato molto più tempo di quello che in realtà è trascorso. Sono state settimane così intense e frenetiche che fermarsi e riflettere, rendersi conto di dove siamo e cosa stiamo facendo non è mai stato così complesso. Questo è il primo vero momento in cui siamo riusciti a prendere un computer in mano e sederci, senza dover correre a scoprire nuovi posti, nuove attività o nuove persone.Nonostante abbiamo soprannominato Bahìa Blanca la città del vento, oggi è una giornata tremendamente calda e afosa. L’estate sta iniziando e i ragazzi con cui lavoriamo hanno terminato la scuola.Quando siamo arrivati i bambini di Villa Bordeu, il principale posto in cui lavoriamo, ci stavano aspettando. Erano molto felici del nostro arrivo, nonostante inizialmente diffidenti e ancora nostalgici dei volontari passati. Ancora oggi, con ottimi risultati, ci stiamo imparando a conoscere e a fidarci, sia l’un l’altro che come gruppo. Fino ad ora abbiamo trascorso il tempo al Comedor aiutando i ragazzi con i compiti, facendo giochi di squadra e attività natalizie, come l’allestimento dell’albero e creando decorazioni con le tecniche dell’up cycling: l’arte del riciclo creativo, per dare nuova vita agli oggetti che altrimenti sarebbero stati buttati. Un altro dei posti in cui ci rechiamo per lavoro è il barrio di Grumbein, e come conoscersi meglio e condividere tempo insieme se non con la comida? Il primo giorno in cui siamo arrivati ci hanno accolto con delle buonissime papines al forno, delle piccole patate del loro orto! È infatti da quel giorno che condividiamo ricette e diversi modi di cucinare: tagliatelle fatte a mano al ragu, empanadas, i frusciteddi siciliani, frittata di avena e altre buonissime cose. Inoltre, ci dedichiamo molto alla lavorazione dell’orto, dove i ragazzi di Grumbein lavorano con impegno, insegnandoci a loro volta preziosi consigli per prenderci cura delle varie piante. Ora è tempo di andare, a Bordeu ci stanno aspettando per la festa di Natale!

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