I dati rilasciati dal Consiglio Nazionale dei Giovani sulla condizione giovanile sono drammatici ed allarmanti. Secondo il rapporto di ricerca curato da Eures per il CNG, il 50,3% degli under-35 vive ancora con i propri genitori. In un Paese come l’Italia, nel quale la natalità è calata del 30% negli ultimi 12 anni, emerge che tra coloro che possono contare su un lavoro stabile, solo il 56,3% ha creato un proprio nuovo nucleo familiare, mentre il 33,5% dei coetanei non e’ riuscito a farlo.

Come appare chiaramente dai dati enunciati, la mancanza di certezze dal punto di vista occupazionale,
condiziona senza dubbio le scelte procreative, legate tuttavia anche ad altri fattori: soltanto il 6,5% dei giovani tra i 18 e i 35 anni afferma di avere figli (8,8% tra i lavoratori stabili), il 33% dichiara di non averne e di non volerne neanche negli anni a venire.

Uno dei grandi problemi appare ancora la possibilità di acquistare una casa, che possa accogliere la nuova famiglia: solamente il 12% degli under 35 e’ proprietario della casa in cui abita. Uno su 10 (11%) ha provato ad acquistare un
appartamento e il 7,8% e’ riuscito ad ottenere un mutuo. Il 40%
dei giovani non prova nemmeno a chiederlo perche’ consapevole
della mancanza di requisiti.

Il MODAVI ha posto l’attenzione sulla condizione giovanile ben prima della pandemia, attivando percorsi di formazione ed inserimento lavorativo. È necessario oggi rivedere l’intero sistema lavorativo e quello dell’accesso al credito, per facilitare l’occupabilità dei giovani, l’autonomia e l’imprenditorialità. I giovani italiani non vogliono elemosina, vogliono trovare un lavoro di qualità. Il lavoro è dignità ed è un diritto fondamentale richiamato nel primo articolo della nostra Costituzione.”

Lo afferma il Presidente nazionale del MODAVI, Mario Pozzi.