In ricordo di Don Antonio Mazzi
Ieri ci ha lasciati Don Antonio Mazzi. Aveva 96 anni. Se n’è andato nella sua Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro di Milano, la casa che per decenni è stata cuore e simbolo di Exodus. Un luogo di strade, di volti segnati, di rinascite faticose e di una speranza che non si è mai arresa. Don Mazzi non era un prete da sacrestia. Era un uomo di strada, un educatore scomodo, un “pazzo di Dio” – come amava definirsi – che ha scelto di stare dalla parte dei ragazzi più difficili, quelli che la società spesso preferisce non vedere. Dalla Verona degli anni Trenta, da ragazzo irrequieto e orfano, fino alla fondazione di Exodus negli anni Ottanta, la sua vita è stata un’unica, tenace scelta: restituire dignità a chi sembrava averla perduta. Per oltre quarant’anni ha combattuto la tossicodipendenza non con proclami, ma con la presenza quotidiana. Ha inventato la Carovana Exodus, ha trasformato una cascina abbandonata in comunità di recupero, ha parlato chiaro in televisione e sui giornali senza mai addolcire le verità scomode. Ha detto più volte che dietro ogni giovane in difficoltà c’è prima di tutto una persona da incontrare, ascoltare, accompagnare. Non da “salvare” dall’alto, ma da camminare a fianco. Come Presidente del MODAVI sento il dovere di dire grazie. Grazie a chi ha dimostrato con i fatti che il volontariato non è un’attività residuale, ma una forza capace di cambiare esistenze. Grazie a chi ha ricordato a tutti noi che l’impegno sociale non può essere delegato solo alle istituzioni, ma nasce dal basso, dalle relazioni, dalla responsabilità di ciascuno. Il Terzo Settore, con la sua capacità di costruire relazioni di prossimità e percorsi di recupero personalizzati, resta un pilastro insostituibile nel contrasto alla dipendenza dalla droga, dove le reti associative offrono ascolto, accompagnamento e speranza concreta oltre le risposte istituzionali. Don Mazzi ci lascia un’eredità impegnativa. Non un monumento da ammirare, ma una domanda continua: siamo disposti, ancora oggi, a stare vicino a chi sta ai margini? Siamo pronti a costruire comunità che non lascino indietro nessuno, soprattutto i giovani che faticano a trovare un posto nel mondo? Nel giorno del suo addio, il MODAVI si unisce al cordoglio della famiglia di Exodus, dei suoi collaboratori, dei migliaia di ragazzi e ragazze che grazie a lui hanno ritrovato una strada. Don Antonio, grazie per la tua vita spesa senza risparmi. Continueremo a camminare sulla strada che hai aperto. Francesco Piemonte

