
C’è un momento in cui tutto cambia. A volte accade lentamente, a volte in un istante. Per Paolo Schetter e Alessandro Paolini, è accaduto in Kenya, nella Contea di Meru, durante la missione conclusiva del progetto SMILE – Development for Kenyan Women. Un’esperienza che ha dato volto, voce e sostanza a un’iniziativa nata per migliorare le condizioni socio-economiche di 40 donne della comunità rurale di Chaaria, attraverso la formazione, l’agricoltura sostenibile e la cooperazione.
«Avevo pregiudizi. E anche paura.» Così comincia il racconto di Paolo Schetter, uno dei due delegati MO.D.A.V.I. giunti in Kenya. «Non ero mai stato in Africa. Pensavo fosse un luogo ostile, povero, da evitare. Immaginavo un contesto difficile, quasi pericoloso. Di quell’Africa di cui parlano certi libri, col cosiddetto “mal d’Africa”, pensavo fosse solo una moda per viaggiatori benestanti. Poi sono partito. E qualcosa è cambiato.»
Durante la missione, Paolo e Alessandro hanno incontrato le beneficiarie del progetto, assistito alle ultime fasi della formazione e preso parte alla nascita ufficiale della Modavi Sunflower Farmers Co-operative Society Limited, la cooperativa che oggi rappresenta il punto di arrivo – e al tempo stesso di partenza – del percorso SMILE.
«Quello che mi ha colpito di più è stata la dignità ,» continua Paolo. «Donne e uomini che con poco – a volte meno di niente – erano pronti a condividere tutto con noi. Girasoli, olio, racconti, sorrisi. Non dimenticherò mai quella sensazione: in pochi luoghi al mondo mi sono sentito così profondamente a casa. E quando sono tornato, per quattro notti di fila ho sognato di essere ancora lì. Non mi era mai successo.»
Anche Alessandro Paolini, che ha seguito il progetto dalla sede centrale, ha vissuto la missione come un momento di verità . «Essere lì ha dato concretezza a tutto il lavoro svolto in Italia,» racconta. «Abbiamo riscontrato delle criticità , certo – come i ritardi burocratici e la gestione delle risorse idriche – ma anche progressi evidenti: l’entusiasmo delle donne, l’efficacia della formazione, la solidità con cui è stata avviata la cooperativa. SMILE ha messo radici, e ora guarda a un futuro di autosufficienza e sviluppo.»
Per il MO.D.A.V.I., il progetto SMILE rappresenta una visione chiara di cosa significa cooperazione internazionale: ascolto, relazioni, condivisione. Lo sottolinea il presidente Francesco Piemonte: «SMILE dimostra che si può fare cooperazione in modo serio, concreto e umano. Abbiamo investito su persone vere, su un’economia circolare e su un modello comunitario. La nascita della cooperativa non è solo un risultato progettuale, ma l’inizio di una trasformazione duratura, costruita dal basso. È questa la direzione che vogliamo continuare a seguire, anche all’interno delle strategie del Piano Mattei.»
Oggi, grazie a SMILE, 40 donne della Contea di Meru sono pronte a camminare sulle proprie gambe, sostenute dalla forza del gruppo e da una visione condivisa. Ma qualcosa è cambiato anche per chi ha avuto il privilegio di accompagnarle in questo cammino.
È questa, forse, la più grande lezione del progetto SMILE: che la cooperazione internazionale non è solo un trasferimento di risorse, ma un incontro. E che da quell’incontro possono nascere non solo nuove economie, ma anche nuove consapevolezze. In chi riceve, e in chi parte.
Andata e ritorno. Ma con una prospettiva diversa.