Giovani e competenze, Piemonte al Parlamento europeo: «Il volontariato è un investimento sul futuro»
Le competenze tecniche, da sole, non bastano a preparare i giovani al futuro. Servono capacità di relazione, autonomia, spirito di iniziativa e occasioni concrete per mettersi alla prova. È il messaggio portato dal presidente nazionale MODAVI, Francesco Piemonte, al convegno «Il Terzo Settore in Europa», che si è svolto oggi, 15 ottobre, al Parlamento europeo di Bruxelles, su iniziativa dell’europarlamentare Denis Nesci. All’incontro hanno partecipato il Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, e rappresentanti di importanti realtà del Terzo settore italiano, tra cui Croce Rossa Italiana, FISH, AVIS, ASI, ANCOS-UNCI e AISLA, per un confronto sul contributo delle organizzazioni sociali alle politiche europee. Intervenendo sul tema «Transizioni, innovazione e futuro dell’UE», Piemonte ha richiamato la necessità di collegare le politiche giovanili alla formazione e al contrasto della povertà educativa e lavorativa, valorizzando il ruolo del Terzo settore nel raggiungere e accompagnare i ragazzi. «Ai giovani dobbiamo offrire una formazione equilibrata, che tenga insieme conoscenze tecniche e competenze trasversali. Saper utilizzare una tecnologia è fondamentale, ma lo sono anche lavorare con gli altri, affrontare un problema, assumersi una responsabilità e comprendere il contesto in cui si opera. Sono capacità che si costruiscono attraverso l’esperienza e che il volontariato permette di esercitare ogni giorno», ha sottolineato Piemonte. Accanto a Garanzia Giovani e al Corpo europeo di solidarietà , Piemonte ha valorizzato l’esperienza italiana del Servizio civile universale, in particolare all’estero, come occasione per rafforzare le competenze dei giovani e favorirne l’ingresso nel mondo del lavoro. «Lo abbiamo riscontrato direttamente nelle attività della rete MODAVI, soprattutto in Africa e in Sud America: giovani che sono tornati con un grande bagaglio di esperienze, maggiore autonomia e capacità di lavorare in gruppo e affrontare situazioni complesse, riuscendo poi a inserirsi molto rapidamente nel mondo del lavoro. Il Servizio civile universale all’estero è un’esperienza di solidarietà e un investimento concreto nella crescita personale e professionale dei ragazzi», ha sottolineato Piemonte. Nel suo intervento, il presidente MODAVI ha richiamato strumenti come Garanzia Giovani e il Corpo europeo di solidarietà , insieme al tema della formazione delle competenze posto al centro dell’Anno europeo delle competenze. Opportunità il cui valore dipende anche dalla capacità di renderle accessibili ai giovani con meno strumenti e maggiori difficoltà . Un’attenzione particolare è stata dedicata al volontariato internazionale e al servizio civile all’estero, ambiti nei quali la rete MODAVI opera soprattutto in Africa e in Sud America. «Partire per un’esperienza di solidarietà internazionale significa conoscere realtà diverse, imparare a collaborare e misurarsi con bisogni concreti. Con il servizio civile all’estero vediamo ragazzi acquisire autonomia, consapevolezza e capacità di adattamento: un patrimonio che portano con sé quando tornano, nello studio, nel lavoro e nella vita delle proprie comunità », ha spiegato Piemonte. Il confronto si è inserito nella prospettiva indicata dal Vice Ministro Bellucci: riconoscere il Terzo settore come investimento strategico e valorizzare il modello italiano nelle scelte europee. «Investire su queste esperienze significa investire sul futuro dei giovani e dell’Europa. Il Terzo settore può dare un contributo decisivo, perché conosce i territori e sa trasformare la partecipazione in un percorso di crescita», ha concluso Piemonte.


