La dipendenza da alcol e cannabis si paga a caro prezzo

 

Uno studio dell’Università del Michigan ha seguito migliaia di persone per decenni. I risultati richiamano l’attenzione sui consumi frequenti tra i 18 e i 30 anni e sull’importanza di intervenire prima che diventino una dipendenza.

Le abitudini dei vent’anni possono avere conseguenze molto più avanti nella vita, anche quando nell’immediato non sembrano lasciare tracce. È quanto suggerisce una ricerca dell’Università del Michigan, pubblicata sul Journal of Aging and Health, che ha esaminato il rapporto tra il consumo intenso di alcol, cannabis e sigarette in giovane età e la memoria dichiarata dai partecipanti tra i 50 e i 65 anni.

Lo studio ha analizzato i dati di 16.620 persone coinvolte nel progetto Monitoring the Future. I ricercatori hanno osservato le abitudini di consumo tra i 18 e i 30 anni, rilevato a 35 anni eventuali sintomi legati a un uso problematico di alcol o cannabis e raccolto, negli anni successivi, una valutazione della memoria da parte degli stessi partecipanti. In generale, chi aveva riferito consumi intensi con maggiore frequenza da giovane aveva più probabilità di giudicare scarsa la propria memoria dopo i 50 anni.

I risultati cambiano però a seconda della sostanza. Per gli episodi di consumo eccessivo di alcol e per l’uso frequente di cannabis, il legame con la memoria risultava spiegato dai sintomi di uso problematico rilevati intorno ai 35 anni. Per il consumo molto frequente di alcol emergeva anche un’associazione che restava dopo aver considerato quei sintomi. Nel caso delle sigarette, l’associazione con la memoria successiva rimaneva anche tenendo conto di quanto si fumava a 35 anni.

È essenziale leggere questi dati per ciò che dimostrano: la memoria è stata autovalutata, non misurata con test clinici, e lo studio non prova che il consumo di una singola sostanza sia la causa diretta dei problemi riferiti. Mostra però una relazione osservata lungo molti anni. Soprattutto, indica quanto conti riconoscere presto le abitudini che rischiano di consolidarsi.

Per MODAVI, la prevenzione parte da qui: dare ai giovani informazioni comprensibili, occasioni di confronto e la possibilità di chiedere aiuto senza aspettare che un comportamento diventi una dipendenza. È l’impegno del progetto S.VOL.T.A. – Solidarietà e Volontariato per il contrasto alle Tossicodipendenze e all’Abuso di alcol, che coinvolge i ragazzi attraverso attività di sensibilizzazione, ascolto e partecipazione.

Parlare delle conseguenze a lungo termine serve a rendere più consapevoli le scelte di oggi. E ricordare che cambiare strada è possibile, a qualunque età.

Fonte: M. E. Patrick e altri, «Young Adult Substance Use as a Predictor of Poor Self-Rated Memory Decades Later in Midlife», Journal of Aging and Health, 2026.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto