Certificazione delle competenze del volontariato: finalmente la svolta

Il volontariato, da sempre pilastro della solidarietà italiana e missione centrale del Modavi, ottiene un riconoscimento ufficiale con il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 9 luglio 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’8 agosto 2024.

Emanato ai sensi del Decreto Legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, il decreto disciplina il Sistema nazionale di certificazione delle competenze, valorizzando le competenze acquisite attraverso il volontariato, il servizio civile universale, i tirocini e l’apprendistato. Un traguardo storico, che risponde a una delle battaglie portate avanti anche dal Modavi per riconoscere il valore formativo dell’impegno volontario.

Le parole del viceministro Bellucci, già presidente Modavi

A celebrare questo risultato è il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega al Terzo settore, Maria Teresa Bellucci, che ha guidato il Modavi come presidente, lasciando un’impronta nella promozione del volontariato. In un video pubblicato sui suoi social, il viceministro ha commentato:

«Una buona notizia: dopo otto anni di attesa, grazie al lavoro del Governo Meloni, abbiamo finalmente approvato il decreto per la certificazione delle competenze dei volontari. Da oggi le istituzioni riconoscono il valore di chi sceglie di aiutare a titolo gratuito il prossimo con un semplice ma anche potente atto volontario, peso alla costruzione del bene comune. A chi svolge almeno 60 ore di volontariato in un anno saranno riconosciute le competenze acquisite da spendere nel proprio percorso di studi, nel lavoro, ma anche nei concorsi pubblici. Il volontariato è una ricchezza per la persona, ma è anche una ricchezza per la nostra società. In questa Italia c’è un modello di solidarietà sociale e di volontariato, una tradizione unica e noi come governo continueremo sempre a condurla e a promuoverla.»

L’esperienza di Bellucci rende il suo impegno ancora più significativo: il decreto rappresenta il coronamento di anni di lavoro per dare al volontariato il giusto riconoscimento come scuola di vita e di professionalità.

Come funziona la certificazione

Il decreto definisce le modalità per l’«individuazione, validazione e certificazione» delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. Chi dedica almeno 60 ore di volontariato all’anno presso organizzazioni come quelle affiliate al Modavi potrà ottenere una certificazione ufficiale delle proprie competenze, utilizzabili in percorsi di studio, nel mondo del lavoro e persino nei concorsi pubblici. Le università potranno riconoscere crediti formativi universitari per attività svolte presso organizzazioni di volontariato (Odv) o enti del Terzo settore (Ets). Gli enti preposti, come i centri DU-NA (associazioni professionali, enti di formazione accreditati e Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti – CPIA), collaborano con il Ministero del Lavoro per garantire standard uniformi a livello nazionale.

Un aspetto particolarmente innovativo introdotto dal decreto, come ha spiegato il Viceministro Bellucci, è il ruolo centrale degli Enti del Terzo Settore, che diventano soggetti attivi nel processo di individuazione delle competenze. Gli ETS avranno infatti il compito di garantire un accesso equo al servizio, predisporre progetti personalizzati condivisi con i volontari e accompagnarli attraverso la figura di un tutor. Al termine del percorso, sarà rilasciato un “documento di trasparenza” che descrive le attività svolte, e se almeno il 75% delle ore è stato completato, si potrà ottenere l’attestazione ufficiale delle competenze acquisite. Il tutto sarà pienamente integrato nel Sistema nazionale di certificazione, garantendone la portabilità e l’utilizzabilità anche in ambito scolastico, lavorativo e nei concorsi pubblici.

Un ponte tra volontariato e futuro

In linea con la riforma del Terzo settore (Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117), il decreto promuove la sinergia tra formazione professionale regionale, fondi interprofessionali e bilaterali, trasformando il volontariato in un’opportunità di crescita personale e professionale. Competenze come il lavoro di squadra, la gestione del tempo e la resilienza, che il Modavi ha sempre valorizzato, diventano ora un patrimonio spendibile nel mercato del lavoro.

Il ruolo del Modavi e le risorse per il volontariato

Il Modavi, da sempre in prima linea nel sostenere i volontari, accoglie con entusiasmo questa norma, che rafforza il ruolo delle organizzazioni di volontariato nel promuovere una cultura della solidarietà. I Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) e le reti associative del Terzo Settore come il Modavi, offriranno supporto tecnico e formativo per accompagnare i volontari in questo percorso di certificazione. Inoltre, il Ministero del Lavoro ha stanziato 2,8 milioni di euro per progetti volti a potenziare le competenze professionali dei volontari, insieme a ulteriori fondi per iniziative legate alla tutela dei minori e all’uso etico dell’intelligenza artificiale nel Terzo settore.

Un impegno condiviso per il futuro

Questo decreto rappresenta un riconoscimento del valore del volontariato come forza motrice del bene comune. Come ha sottolineato il viceministro Bellucci, «il volontariato è una ricchezza per la persona, ma è anche una ricchezza per la nostra società».

Il Modavi continuerà a promuovere questa tradizione unica, sostenendo i volontari e lavorando al fianco delle Istituzioni per un’Italia più solidale.

 

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