I numeri rilasciati ieri dal Dipartimento Politiche Antidroga, nella Relazione annuale al Parlamento, rendono l’idea di quanto il fenomeno sia diffuso nella società italiana. Circa il 10% degli italiani fra i 15 e 64 anni, quasi 4 milioni, ha assunto almeno una volta nell’ultimo anno una sostanza illegale. L’87% di questi ha utilizzato una sostanza, il 13% due o piu’. Cannabis e cocaina sono le droghe piu’ diffuse.

L’opera di smantellamento del DPA e, in generale, delle politiche di contrasto alle dipendenze patologiche si riflette anche sull’impostazione del documento stesso che, seppur con dovizia di particolari, presenta numerose lacune, a partire dalla più evidenze: la mancanza di un confronto con gli anni precedenti per valutare l’andamento anno su anno del fenomeno.

Nonostante questo, la Relazione raccoglie i dati di 599 Ser.D. su 620, ovvero il 96,5 per cento delle sedi. Dati che parlano, appunto, di 131.121 soggetti tossicodipendenti assistiti nel 2014, di cui 39.600 nuovi utenti (30 per cento circa) e 91.521 soggetti che risultavano già in carico dagli anni precedenti (70 per cento). Numeri, specifica la relazione, che non coincidono “con la totalità degli utenti in trattamenti presso i Ser.D., che nella maggioranza delle regioni e province autonome hanno in carico anche utenza in trattamento per alcol, tabacco e gioco d’azzardo patologico, nonchè utenza per accertamenti e consulenze”. La Relazione, inoltre, non prende in considerazione i Servizi Sociali degli Enti Locali, escludendo dall’analisi una cospiqua fetta degli interventi a sostegno delle famiglie.

Tra gli utenti, gli uomini sono la maggioranza e in rapporto con le donne sono 6 a uno. “Circa l’86 per cento degli utenti censiti sono di sesso maschile – spiega la relazione – tale percentuale arriva al 91 per cento nei nuovi utenti e scende all’84 negli utenti già in carico”. Andando a guardare alle diverse età degli utenti, la maggior concentrazione si nota tra i 25 e 54 anni, ma mentre per gli uomini si va dai 30 ai 54 anni, tra le donne, l’età varia tra i 25 e i 49.

Dai dati emerge, inoltre, che “i nuovi utenti (età media 35,5) sono mediamente più giovani di quattro anni di quelli già in carico (età media 39,8) – spiega la relazione -. Tale differenza aumenta nel caso in cui consideriamo le sole utenti femmine: si passa da un’età media di 32,1 anni per le nuove utenti a 38,4 per le utenti già in carico”.

Nonostante anche nel 2014 la maggior parte degli utenti abbia usato come sostanza primaria l’eroina, le cose stanno cambiando rispetto al passato. Durante lo scorso anno, il 68,4 per cento degli utenti usa eroina come sostanza primaria, 14,7 per cento la cocaina e il 10,4 per cento cannabinoidi. “Nel tempo la percentuale di eroinomani e” costantemente diminuita (88,5 per cento nel 1994, 73,3 nel 2004) – spiega la relazione – mentre coloro che abusano di cocaina sono gradualmente aumentati (1,9 per cento nel 1994, 11,2 nel 2004)”.

Lo studio, però, fornisce un quadro abbastanza incompleto sullo stato della popolazione giovanile. Su oltre 52 mila questionari inviati ai giovani, solo il 16% è stato considerato elaborabile dal DPA. Il consumo di almeno una sostanza illegale – sottolinea la relazione – ha riguardato circa il 20% dei giovani adulti 15-34enni, coinvolgendone più di 2 milioni e mezzo e tra questi la percentuale dei policonsumatori è sovrapponibile a quella della popolazione generale (13%), interessando oltre 330mila 15-34enni. Tra i maschi si rileva una maggiore diffusione del consumo di sostanze psicoattive: a ogni consumatrice corrispondono quasi 2 consumatori (maschi 12,5%; femmine 7,1%), ma e’ nelle fasce di età più giovani che si concentra la maggior prossimita’ alle sostanze (24,6% maschi contro il 14,5% delle femmine). La bassa adesione al questionario suggerirebbe di rivedere le modalità di svolgimento dell’inchiesta campionaria, magari coinvolgendo gli enti del Terzo Settore che si occupano di politiche giovanili ed attuano interventi di prevenzione nelle scuole.

Ci auguriamo che il Governo abbia il coraggio di rivedere l’intero assetto delle politiche di contrasto alle dipendenze patologiche, e che questo assetto possa essere discusso nella prossima Conferenza Nazionale sulle Droghe. Per noi del MODAVI Onlus “l’attacco è la miglior difesa”: per combattere il fenomeno delle dipendenze occorre preservare la persona nel suo intero, partendo dalla radice, con interventi di prevenzione e promozione di stili di vita sani affinchè i ragazzi abbiano tutti gli strumenti necessari a dire “NO ALLA DROGA!”.