Nei momenti di difficoltà, un popolo deve avere il coraggio di riunirsi e farsi forza a vicenda, poiché solo con la bellezza del “NOI” è possibile superare le avversità che la contemporaneità ci pone davanti. Il valore di una società può essere misurato dall’impegno e dall’attenzione che essa dedica alla tutela delle fasce più deboli della popolazione: bambini, giovani adulti, donne, genitori single, anziani, disoccupati, precari, persone con problemi fisici, psichici, relazionali o senza fissa dimora.

La società, per definizione, è organizzata per offrire, ai suoi membri, i servizi e le tutele che, altrimenti, non riuscirebbero ad ottenere da soli. In una società organizzata in Stato, tale compito spetta alle autorità pubbliche ma, nella realtà quotidiana, la portata dei servizi offerti non riesce sempre a coprire la domanda dei bisogni sociali proveniente dalla popolazione. Proprio per sopperire a questa “carenza” di risposte interviene la società stessa, mediante l’autonoma iniziativa dei cittadini, attraverso le attività di volontariato e gli enti del terzo settore nell’ottica – favorita dalla costituzione – della sussidiarietà.

Il termine Sussidiarietà deriva dal latino “subsidium”, che vuol dire soccorso, aiuto. Originariamente veniva usato per indicare quelle truppe di riserva che servivano per “aiutare” le truppe in prima linea durante la battaglia. La concezione di Sussidiarietà a cui ci ispiriamo, però, è di derivazione tomista, poiché la sussidiarietà è un elemento imprescindibile per la realizzazione del bene comune e trova la sua origine nella naturale essenza della Persona: sostanza autonoma e padrona dei propri atti che esprime, allo stesso tempo, una sufficienza di sé e un’insufficienza.

Il bene comune, quindi, è il risultato progressivo di una molteplicità di singoli apporti provenienti dai membri di una comunità che, con fare solidaristico e non conflittuale, realizzano il senso astratto del donarsi e permettono il completo sviluppo della personalità. La Solidarietà, pertanto, proviene dalla necessità di colmare le insufficienze della Persona la quale, mediante l’appartenenza ad una comunità umana, ha l’occasione di ricevere risposte concrete ai propri bisogni. Tale solidarietà necessita di attenzione dalle istituzioni pubbliche che hanno il compito, sancito dalla Costituzione, di favorire le iniziative in questione.

Sulla base di tali convincimenti, il MODAVI Onlus si impegna nella promozione sociale, di stili di vita sani, nella prevenzione del disagio e nella rimozione dello stesso, nel pieno inserimento sociale e lavorativo, fornendo attenzione e sostegno alla persona. Chi sostiene di poter “limitare il danno”, attraverso interventi randomici e scordinati, non opera per la libertà e la piena realizzazione della Persona poiché non è in grado di estirpare le radici del disagio stesso, ossia le cause che generano le difficoltà.

Al centro dell’azione di Promozione Sociale del MODAVI Onlus, quindi, c’è la Persona. Gli assi su cui si sviluppa il nostro impegno sono la dignità e la qualità della vita, in ogni sua declinazione, poiché attraverso il miglioramento di questi due aspetti è possibile porre la Persona nella condizione di migliorare se stesso e la comunità che la circonda. Essere al servizio della Persona vuol dire abbandonare il vecchio paradigma dello sterile assistenzialismo a favore di interventi attivi di prevenzione e promozione di stili di vita sani, mediante la rimozione delle cause del disagio e la promozione dell’agio. Educare l’infanzia, i giovani e le famiglie a vivere una vita piena, sana, e all’insegna delle buone relazioni sociali equivale al porre le basi per la costruzione di un futuro migliore; con l’educazione vogliamo migliorare la resilienza delle persone, ossia la loro capacità di affrontare al meglio gli eventi traumatici, non arrendendosi di fronte alle difficoltà, bensì facendovi fronte in modo efficace, riorganizzando la propria vita e dando nuovo slancio alla propria esistenza. Il senso di comunità che noi promuoviamo vuole dare un sostegno emotivo a coloro che, davanti alle avversità, riescono a fronteggiare efficacemente i pericoli ed a raggiungere mete importanti nella vita.

Per questo motivo, la dignità e la qualità della vita vanno difesi sotto ogni loro aspetto: dall’infanzia alla senilità, dalla sicurezza ambientale alla solidarietà tra i popoli, dagli stili di vita sani alla libertà dalle droghe. Il passaggio dalla persona all’individuo, la ricerca del profitto ad ogni costo, la dissoluzione del senso di comunità a favore della competizione sfrenata e senza regole, sono elementi che hanno portato a numerose fratture sociali che faticano a ricomporsi e tendono, sempre più, ad aumentare. La polarizzazione delle società tende ad appiattire le persone su due estremi contrapposti: gli “haves” (coloro che anno) e gli “haves not” (coloro che non hanno). Questa corsa verso l’ego produce un solo effetto dirompente: la cristallizzazione della disuguaglianza e del suo immenso costo sociale.

Con l’affermarsi della crisi, che riteniamo essere prima di tutto dei valori e solo successivamente economica, la ricerca del “successo a tutti i costi” ha sciaguratamente subordinato la dignità della Persona alle esigenze del sistema economico, trasformando l’essere umano in uno degli elementi che lo compongono, disponendone secondo le proprie necessità. L’agire per la Persona, invece, si propone di riordinare il sovvertito ordine di valori su cui è strutturata la società, favorendo il progresso come una delle forme del completamento della persona umana e non come un valore a sé stante. Il progresso, strumento fondamentale per la sopravvivenza di ciascuna società, non può essere scardinato dalla stessa e deve essere sempre messo in relazione a valori sociali di riferimento, valori che siano eticamente più alti del mero profitto o del benessere materiale. La società è un insieme in equilibrio: spetta alle persone marciare “insieme” verso il futuro poiché correre da soli porta solo alla disgregazione sociale.

 

Come possiamo fare per cambiare la società, insieme?

Per prima cosa, occorre essere consapevoli che ogni sforzo può generare un cambiamento sociale.

Per soverchiare questa visione anticomunitaria del mondo, fatta da “io”, “qui” ed “ora”, bisogna avere il coraggio di porre se stessi in relazione agli altri e all’ambiente che ci circonda, agendo in maniera disinteressata e con la consapevolezza che basta un piccolo dono per portare una grande gioia a chi vive intorno a noi. Le forme dell’impegno sociale sono molteplici, aperte a tutti ed adatte a chiunque:

raccogliere generi alimentari per i meno abbienti, raccogliere giochi e libri per i bambini bisognosi, assistere i malati, riqualificare un’aiuola o un parco pubblico, offrire la propria consulenza professionale gratuita ai più deboli, sostenere progetti di aiuto per chi è in difficoltà (bambini, famiglie, donne, disoccupati, anziani) o donare il 5×1000 agli enti del Terzo Settore per finanziarne le attività progettuali.

Tutto dipende solo da quanto, ciascuno di noi, voglia mettersi in gioco per gli altri.

Vogliamo opporre all’egoismo e all’individualismo imperanti una nuova “cavalleria contemporanea”, intesa nel suo significato più alto, seppur estremamente pratico: vogliamo essere una schiera di persone che combattono, disinteressatamente, in difesa dei deboli e oltre ogni logica di sfruttamento del mercato.

La promozione sociale ed il volontariato sono strumenti che portano vantaggi per tutti: è un’opportunità di crescita umana, personale e professionale in grado di offrire una risposta per aumentare la gamma dei servizi sociali, sanitari, educativi o assistenziali offerti alla popolazione, ad un costo minore, per le pubbliche amministrazioni nazionali, regionali e locali; è l’occasione per il privato che, grazie alle imprese sociali, può acquistare dei servizi a domanda individuale ad un costo inferiore rispetto a quello richiesto da una normale impresa a scopo di lucro, alleggerendo le sofferenze delle famiglie e non gravando oltremodo sul bilancio famigliare; è un’importante aiuto per tutte quelle persone in difficoltà che hanno bisogno di un supporto fisico, psicologico e relazionale, materiale o morale che, altrimenti, non riuscirebbero ad avere. Il volontariato e la promozione sociale fanno bene a tutti, perché non sostenerli?

Il Terzo Settore – fatto da associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, associazioni culturali, cooperative sociali, associazioni di protezione civile – diviene un fondamentale punto di contatto in cui la funzione dei servizi alla persona e la funzione politica, intesa come la capacità di una comunità di autodeterminare i propri fini, tendono a compenetrarsi per produrre un’azione sociale nuova, rivolta in maniera concreta e tangibile alla comunità, finalizzata al miglioramento della condizione pre-esistente. Tale azione, si caratterizza per la ricerca di una relazione in grado di porre al centro la Persona, con i suoi bisogni e le sue problematiche. Le politiche sociali, quindi, sono fatte di relazioni tra persone e sono finalizzate a salvaguardare la vita e la dignità della persona stessa.

Salvaguardare la dimensione relazionale, quindi sociale, delle politiche pubbliche permette di affrontare con sagacia i tempi ed i ritmi della società moderna, dove l’economia determina i rapporti sociali e crea individui, avulsi dallo spirito comune che ci unisce, isolati ed atomizzati, il cui scopo della vita si riduce alla mera ricerca di una posizione personale, per poi vivere di quei frutti.

La disgregazione di organizzazioni fondamentali come la famiglia, la scuola, i club culturali o i partiti politici, ha portato al venir meno di quelle strutture in grado di catalizzare il senso di partecipazione delle persone, attraverso l’impegno e l’interesse per il problemi collettivi, generando proprio una crisi di fiducia verso gli antichi modelli che hanno, da sempre, regolato la società europea. In questo vuoto va ad inserirsi l’attività del Terzo Settore poiché è in grado di creare nuovi spazi in cui la persona possa completarsi, nel suo rapporto con gli altri, e recuperare il proprio senso della socialità.

Sgretolati dagli ingranaggi del mondo moderno, anche i rapporti umani stanno scomparendo: quelli veri, fatti di sguardi, di discorsi e di contatto fisico l’uno con l’altro. Le persone si chiudono in loro stesse per rifugiarsi in una dimensione virtuale che produce solitudine ed egoismo. Appare evidente come le persone siano sempre più sole sia nell’agio che nel disagio. Il MODAVI Onlus vuole ri-costruire le relazioni sociali partendo dall’impegno verso la difesa dei più deboli e la promozione della qualità della vita tra i giovani, e promuovendo la relazione con l’altro, donandosi per difendere chi non può farcela da solo, ri-generando una nuova dimensione della vita comunitaria.

L’esperienza dell’impegno sociale, quindi, si rivela fondamentale non solo per quelle categorie che direttamente usufruiscono di iniziative ed aiuti concreti ma, soprattutto, quando sono i giovani ad agire, per gli stessi operatori che vanno recuperando uno status di cittadini pieno e consapevole.

La Persona Umana è, al contempo, mittente e destinatario di una lunga serie di bisogni sociali e, pertanto, deve essere considerata come un’unità organica inscindibile, fatta di corpo e di spirito, di materiale e di immateriale. Per questo motivo il MODAVI Onlus persegue lo sviluppo integrale della persona nella sua interezza: c’è bisogno di più umanità tra le persone.