«E’ a dir poco surreale uno Stato che, anziché preoccuparsi di prevenire e combattere le dipendenze patologiche, pensa a fare cassa sui più deboli e indifesi, favorendo le lobby del gioco d’azzardo con l’assegnazione di 22 mila sale giochi e al contempo pensando di legalizzare la cannabis, tassare le sigarette elettroniche e con loro la speranza di molte persone di smettere di fumare.

Nella fascia di età che va dai 15 ai 19 anni, infatti, la pratica del gioco d’azzardo coinvolge già il 49,4%, grazie anche alla sempre più ampia diffusione dei “ticket redemption”. Si tratta di apparecchi simili alle più note slot machine, ma destinati ai minorenni. Macchine da gioco che creano facilmente dipendenza e distolgono il bambino da giochi, attività ed esperienze fondamentali per una crescita più sana ed equilibrata. Noi chiediamo una riduzione dei punti per il gioco d’azzardo, divieto di pubblicità e incentivi fiscali per chi decide di non installare slot e video lottery.

Uno Stato giusto dovrebbe garantire la crescita sana dei propri cittadini, prendendosi cura in modo particolare dei più piccoli, attraverso un sistema integrato e diffuso di interventi e servizi per la prevenzione a partire dalle scuole, affinché venga tutelato il diritto di ciascuno ad essere libero da qualsiasi forma di dipendenza patologica».

E’ quanto dichiara Maria Teresa Bellucci, Presidente Nazionale del Modavi Onlus.